La notizia: le nuove raccomandazioni internazionali 2025
Per la prima volta dopo 25 anni, le nuove linee guida internazionali per la rianimazione (ILCOR/ERC 2025) riconoscono in modo esplicito il ruolo centrale del defibrillatore automatico esterno (DAE): non più solo un “accessorio utile”, ma l’elemento chiave per interrompere l’arresto cardiaco entro pochi minuti.
Secondo il coordinamento di Progetto Vita, citato nei documenti di evidence review di ILCOR, la sopravvivenza a Piacenza è arrivata a superare il 40% grazie a un programma di defibrillazione precoce diffuso sul territorio, con DAE accessibili e utilizzabili anche da personale non sanitario.
Le linee guida 2025 aggiornano anche il concetto di “catena della sopravvivenza”, integrando quattro elementi chiave:
- programmi di rianimazione organizzati in modo sistemico,
- uso di tecnologie emergenti,
- integrazione tra servizi di emergenza e comunità,
- continuità nella fase di recupero post-evento.
Defibrillazione entro 4 minuti: perché il tempo è vita
ILCOR ribadisce un concetto semplice: il defibrillatore deve arrivare entro circa 4 minuti dall’arresto cardiaco. Oltre questa soglia, le probabilità di sopravvivenza calano in modo drastico.
Studi citati da resoconti parlamentari britannici mostrano che, per ogni minuto senza RCP e defibrillazione, la probabilità di sopravvivenza può ridursi di circa il 10%.
In pratica:
- 0–4 minuti: combinazione di chiamata ai soccorsi, compressioni toraciche e DAE = massime probabilità di sopravvivenza.
- 5–10 minuti: ogni minuto perso senza DAE può fare la differenza tra esiti favorevoli o danni neurologici gravi.
- Oltre i 10 minuti senza intervento efficace, la sopravvivenza si avvicina allo zero.
Catena della sopravvivenza 2.0: tecnologia, comunità, sistema sanitario
Le linee guida ILCOR/ ERC 2025 non parlano solo di manovre tecniche, ma di organizzazione del sistema:
- Diffusione capillare di DAE in luoghi pubblici e privati ad alta affluenza (scuole, impianti sportivi, aziende, PA).
- Formazione diffusa della popolazione all’uso del DAE e alla RCP di base, già a partire dalle scuole.
- Integrazione con i sistemi di emergenza (118) e registrazione dei DAE in banche dati consultabili dagli operatori.
È esattamente il modello dei programmi di Public Access Defibrillation (PAD) citati da ILCOR e basati su DAE distribuiti sul territorio, come Progetto Vita a Piacenza.
Cosa significa in pratica per scuole, palestre, aziende e PA in Italia
In Italia la direzione è già tracciata dalla Legge 4 agosto 2021 n. 116, dai decreti attuativi del 2023 e dal programma pluriennale pubblicato con DPCM 23 ottobre 2024, che puntano a una diffusione capillare dei DAE in luoghi pubblici, mezzi di trasporto, scuole e impianti sportivi.
Per chi gestisce una struttura (scuola, palestra/ASD, azienda, PA), le linee guida ILCOR/ERC 2025 si traducono in azioni molto concrete:
- Verificare se il DAE è già presente e se è installato in posizione visibile e accessibile (no locali chiusi, no armadi senza segnaletica).
- Pianificare l’installazione dove ancora manca, tenendo conto di affollamento, tempi di percorrenza interni e presenza di persone fragili.
- Aggiornare la formazione di personale e utenti (corsi BLSD) in linea con le nuove raccomandazioni sulla priorità della defibrillazione precoce.
- Integrare il DAE con il sistema di emergenza 118, comunicando la presenza del dispositivo come previsto dalla normativa.
Come scegliere e gestire un DAE in linea con le nuove linee guida
Alla luce delle novità ILCOR/ERC 2025, un DAE per scuole, palestre e aziende dovrebbe garantire:
- Utilizzo estremamente intuitivo: comandi vocali chiari in italiano, icone semplici, messaggi passo-passo (esempio: dispositivi come lo Schiller FRED PA-1 sono progettati proprio per guidare l’utente con istruzioni vocali e visive).
- Affidabilità e controlli automatici: autodiagnostica periodica, indicatori visivi di “pronto all’uso”.
- Robustezza e protezione: grado di protezione IP adeguato, teca o armadio idoneo, soprattutto in esterno.
- Gestione dei consumabili: monitoraggio di scadenze di batterie ed elettrodi, sostituzione programmata, registrazione degli interventi.
- Verifica funzionale periodica secondo le buone pratiche di manutenzione elettrica e di sicurezza (es. prove secondo CEI 62353 svolte da tecnici qualificati).
Integrare il DAE con un programma di manutenzione programmata e con un servizio di assistenza strutturato è coerente sia con le linee guida cliniche sia con il quadro normativo italiano.




